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	<title>BLOG di Mirco Conti</title>
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	<description>Sito personale ideato e creato e scritto da Mirco Conti. 2006Copyright</description>
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		<title>Non si butta via niente.</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Jun 2007 15:08:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Molti lettori dell’Unità, sconcertati dalle telefonate di alcuni politici con alcuni furbetti del quartierino, sperano che Veltroni riparta dalla questione morale. Cioè porti Enrico Berlinguer nel pantheon del Pd, attualmente popolato dalla buonanima di Craxi. Torino, la città scelta da Uòlter per l’annuncio della sua candidatura, potrebbe ispirarlo: la prima Tangentopoli dell’era moderna esplose proprio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><font face="Verdana"><img id="image226" style="height: 170px" height="170" alt="wv saluta643_img.jpg" src="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/06/wv%20saluta643_img.thumbnail.jpg" width="259" /></font></p>
<p><font face="Verdana"><font face="Verdana"><font face="Verdana">Molti lettori dell<strong>’Unità</strong>, sconcertati dalle telefonate di alcuni politici con alcuni furbetti del quartierino, sperano che <strong>Veltroni</strong> riparta dalla questione morale. Cioè porti <strong>Enrico Berlinguer</strong> nel pantheon del <strong>Pd</strong>, attualmente popolato dalla buonanima di <strong>Craxi</strong>. Torino, la città scelta da Uòlter per l’annuncio della sua candidatura, potrebbe ispirarlo: la prima <strong>Tangentopoli</strong> dell’era moderna esplose proprio lì, grazie al sindaco comunista <strong>Diego Novelli</strong>. Nel 1983 un imprenditore gli confidò che alcuni assessori intascavano mazzette. Lui, anziché far finta di non sentire, lo accompagnò in Procura a sporgere denuncia. Così il vicesindaco socialista e alcuni assessori finirono in galera o sotto inchiesta. Il caso <strong>Zampini</strong>, dal nome del faccendiere che dirigeva il traffico della tangenti, segnò la fine della giunta rossa. Non perché qualcuno rubava, ma perché il sindaco aveva osato denunciare i ladri. Dunque era divenuto «inaffidabile». Craxi giurò di fargliela pagare e <strong>Giuliano Amato</strong>, inviato a commissariare il Garofano, lo rimproverò per non aver «risolto politicamente la faccenda». Oggi non c’è nemmeno bisogno di risolvere politicamente. Nel 1993, quand’era un semplice consigliere comunale, <strong>Lorenzo Cesa</strong> fu arrestato per le mazzette incassate per il ministro <strong>Prandini</strong>. Ne confessò una dozzina (il verbale iniziava così: «Intendo svuotare il sacco», manco fosse Pietro Gambadilegno). Fu condannato a 3 anni (Prandini a 6) in primo grado. Poi il solito cavillo mandò il processo a farsi benedire. Cesa intanto era divenuto deputato. Ora è segretario dell’<strong>Udc</strong>. L’altro giorno, indagato nell’inchiesta di Catanzaro, ha dichiarato: «Io non c’entro, ho le mani pulite». Ma anche se le avesse ancora sporche, cambierebbe qualcosa? A giorni, il 4 luglio, <strong>Cesare Previti</strong> compirà 14 mesi da deputato abusivo: il 4 maggio 2006 la <strong>Cassazione</strong> l’ha condannato a 6 anni per corruzione giudiziaria e interdetto in perpetuo dai pubblici uffici. Ma in <strong>Parlamento</strong> le sentenze della Cassazione non valgono: la giunta per le elezioni è ancora lì che discute se cacciarlo o meno. Il 9 aprile forse voterà la decadenza, poi la cosa passerà all’aula e si andrà all’autunno. Ma qualcuno già subordina la cacciata dell’abusivo al suo reintegro quando &#8211; tra un paio d’anni &#8211; finirà il «servizio sociale» in una comunità di tossicodipendenti. Pare che, nel dizionario del Parlamento, l’aggettivo «perpetuo» significhi temporaneo, provvisorio, trattabile. Ieri, bontà sua, il presidente <strong>Bertinotti</strong> ha escluso la possibilità del reintegro: o Previti viene cacciato, o resta al suo posto. E il fatto che, in barba a una sentenza irrevocabile, si ipotizzi la permanenza dell’interdetto la dice lunga sul rispetto che il Parlamento riserva alle sentenze della magistratura. In un paese serio, la Cassazione avrebbe già sollevato un conflitto di attribuzioni tra poteri dello Stato contro la Camera che ignora una sentenza definitiva. Ieri il caso Previti, come quelli degli altri 24 pregiudicati felicemente assisi tra Camera e Senato, è approdato al Parlamento europeo grazie a un comico, <strong>Beppe Grillo</strong>. Intanto l’esempio dall’alto fa scuola negli enti locali. Ad Asti è stato appena rieletto sindaco <strong>Giorgio Galvagno</strong>, arrestato nel ‘94 per lo scandalo della discarica di Vallemanina-Valleandona (smaltimento fuorilegge di rifiuti tossici in cambio di <strong>tangenti</strong>): nel ‘96 patteggiò 6 mesi e 26 giorni per inquinamento delle falde acquifere, abuso e omissione di atti ufficio, falso ideologico, delitti colposi contro la salute pubblica e omessa denuncia. Nel 2001 <strong>Forza Italia</strong> lo fece eleggere deputato. Ora torna sindaco. E nel nuovo consiglio comunale è in ottima compagnia. Secondo <strong>Alberto Pasta</strong>, vicesindaco uscente dell’<strong>Ulivo</strong>, altri due consiglieri, ovviamente di Forzitalia, hanno precedenti penali. Il primo è <strong>Vincenzo Sangiovanni</strong>, napoletano, condannato definitivamente a 4 anni e 4 mesi nel ‘79 per concorso in rapina continuata, detenzione illegale di armi e munizioni, porto illegale di armi; non contento, nel ‘93 s’è beccato altri 2 anni e 3 mesi definitivi per violazione della legge sulla droga; poi ha ottenuto la riabilitazione. Il secondo è <strong>Gino Trifone</strong>: nel ‘95 ha patteggiato 40 giorni per gioco d’azzardo e nel 2000 altri 11 mesi per tolleranza abituale della prostituzione nel suo locale; ora è imputato per usura. Un inquinatore, un rapinatore e un biscazziere in consiglio comunale. Poi dicono che non c’è selezione delle classi dirigenti.</font></font></font><font face="Verdana"><font face="Verdana">Via <a href="http://vivamarcotravaglio.splinder.com/">Vivamarcotravaglio.it</a></p>
<p /></font></font></p>
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		<title>Emergenza rifiuti!!!</title>
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		<pubDate>Wed, 23 May 2007 07:40:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
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Una foto che parla da sola&#8230;via LaRepubblica.it
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<p align="left">Una foto che parla da sola&#8230;via <a href="http://www.repubblica.it">LaRepubblica.it</a></p>
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		<title>Libri: &#8220;Volevo solo vendere la pizza&#8221; di Luigi Furini.</title>
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		<pubDate>Fri, 18 May 2007 12:48:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
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Ho appena finito di leggere questo libro e davvero non so se ridere o piangere. L&#8217;autore tratta di un argomento che purtroppo tutti gli imprenditori conoscono e cioè di come la burocrazia, le incombenze di ogni tipo, sindacali, fiscali, amministrative ecc. ecc. incidano nella gestione di qualsiasi attività.
Infatti in Italia, aprire e a maggior ragione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="volevosolovenderelapizza.jpg" class="imagelink" href="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/05/volevosolovenderelapizza.jpg"><img width="130" height="187" alt="volevosolovenderelapizza.jpg" style="width: 130px; height: 187px" id="image222" src="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/05/volevosolovenderelapizza.jpg" /></a></p>
<p>Ho appena finito di leggere questo libro e davvero non so se ridere o piangere. L&#8217;autore tratta di un argomento che purtroppo tutti gli imprenditori conoscono e cioè di come la burocrazia, le incombenze di ogni tipo, sindacali, fiscali, amministrative ecc. ecc. incidano nella gestione di qualsiasi attività.</p>
<p>Infatti in Italia, aprire e a maggior ragione gestire un&#8217;impresa di qualunque genere diventa una battaglia non tanto contro il mercato (quello è molto + democratico) bensì contro tutta una serie di apparati burocratici mangiasoldi, sigle incomprensibili che ti costringono a chiedere consulenze che aggravano pesantemente i conti e purtroppo, molto spesso portano a chiudere bottega.</p>
<p>Ed è proprio questa esperienza che il nostro autore ci racconta, una persona che da giornalista decide di aprire una piccola pizzeria da asporto, convinto che la buona volontà e una buona gestione servano e siano sufficienti a mandare avanti l&#8217;impresa.</p>
<p>Invece fin da subito il nuovo imprenditore prima ancora di iniziare l&#8217;attività si scontra con una serie infinita di incombenze, di difficoltà non previste, fino a che l&#8217;attività comincia e subito arrivano multe, gravidanze, assenze non giustificate dei dipendenti e vertenze sindacali che lo costringono dopo pochi mesi a chiudere tutto e a rinunciare al sogno di vendere la pizza.</p>
<p>Tutto questo succede non perchè sia l&#8217;attività economica ad andare male, tanto che gli incassi erano stati fino alla fine ottimi nonostante le difficoltà e gli imprevisti, ma tutte le incombenze hanno di gran lunga superato ogni incasso costringendo il titolare a vendere il negozio.</p>
<p>&#8220;Volevo solo vendere la pizza&#8221; dipinge un quadro veramente reale e invito a leggere il libro sia a quanti come me conoscono l&#8217;argomento perchè ci convivono tutti i giorni nella loro attività, ma soprattutto l&#8217;invito è rivolto a tutti quelli che pensano che gli imprenditori siano tutti ricchi ed evasori.</p>
<p>Sicuramente dopo la lettura qualcuno avrà cambiato idea.</p>
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		<title>Legge bavaglio: l&#8217;opinione di Piero Ricca</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2007 20:46:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
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		<title>Libri: &#8220;Il paese del pressapoco&#8221; di Raffaele Simone</title>
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		<pubDate>Wed, 02 May 2007 09:31:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
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Un altro libro che fa soffrire: il titolo dice già tanto, ma non si immagina che all&#8217;interno ci sia molto di peggio di quanto uno si aspetti riguardo la nostra fama a livello internazionale e soprattutto sulle motivazioni storiche di questa situazione.
Il Belpaese viene analizzato dall&#8217;autore classificando i diritti civili che ognuno dovrebbe vedere rispettati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="pressapoco.jpg" href="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/05/pressapoco.jpg"><img id="image219" alt="pressapoco.jpg" src="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/05/pressapoco.jpg" /></a></p>
<p>Un altro libro che fa soffrire: il titolo dice già tanto, ma non si immagina che all&#8217;interno ci sia molto di peggio di quanto uno si aspetti riguardo la nostra fama a livello internazionale e soprattutto sulle motivazioni storiche di questa situazione.</p>
<p>Il Belpaese viene analizzato dall&#8217;autore classificando i diritti civili che ognuno dovrebbe vedere rispettati e rispettare in quello che andrebbe ormai  sotto il nome di &#8220;paese normale&#8221;. Non per sognare chissà quale scenario sociale  e politico, ma semplicemente per poter sopravvivere non dovendosi sobbarcare  fatiche aggiuntive rispetto a quelle di un sistema economico e sociale che già  di per sé comporta non pochi problemi.</p>
<p>Si tratta, in sostanza, di tre livelli di  diritti, il primo dei quali riguarda i diritti ovvi legati alla sopravvivenza di  una specie. Il secondo livello riguarda i diritti che permettono la vita  associativa organizzata. Del terzo livello di diritti, come la possibilità di  entrare in borsa o in politica o di associarsi liberamente o di vedere tutelata  la <em>privacy</em>, dice l&#8217;autore, ci si preoccupa di più, pur essendo quelli più  astratti ed elevati.</p>
<p>Mentre la pratica dei due primi livelli, persino del primo,  in Italia rasenta, nella vita quotidiana, la disattenzione generalizzata se non  addirittura l&#8217;irrisione. Insomma, i due primi livelli dovrebbero considerarsi di  base, patrimonio comune, né di destra né di sinistra, ma di tutti, come l&#8217;aria  che si respira. Invece diventano anch&#8217;essi materia di contesa politica: il che  non significa affatto dare addosso alla politica, ma accusare il costume  nazionale che <em>obbliga</em> a dover affrontare politicamente qualcosa che  dovrebbe invece appartenere naturalmente alla nostra quotidiana  convivenza.</p>
<p>La conclusione è nota. È difficile vivere in Italia, meno che per  i furbastri di ogni risma &#8211; compresi gli opportunisti &#8211; per gli individualisti  sfrenati e, aggiungo, per i raccomandati di ferro. Gli <em>altri</em>, ovviamente,  sono gli stupidi o, come si diceva con una punta di commiserazione una volta,  <em>gli idealisti</em>, quelli &#8211; in buona sostanza &#8211; che reggono in piedi il  Paese.</p>
<p>Non sono la maggioranza, però sono ancora abbastanza numerosi da impedire  il naufragio definitivo.</p>
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		<title>W la Cina.</title>
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		<pubDate>Sat, 14 Apr 2007 09:28:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
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Anche io ho visto la sommossa dei cinesi della chinatown milanese contro i vigili urbani e devo dire che non è stato un bel vedere. Non si può picchiare un agente che fa il suo dovere per non parlare di quelle bandiere, che a casa nostra proprio non si possono accettare.

Ho ascoltato e letto i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana"><a title="cina2.jpg" class="imagelink" href="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/04/cina2.jpg"><img alt="cina2.jpg" id="image215" src="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/04/cina2.jpg" /></a></span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Anche io ho visto la sommossa dei cinesi della chinatown milanese contro i vigili urbani e devo dire che non è stato un bel vedere. Non si può picchiare un agente che fa il suo dovere per non parlare di quelle bandiere, che a casa nostra proprio non si possono accettare.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Ho ascoltato e letto i commenti da parte di bloggers e media tradizionali, generalmente tutti molto allineati nel dire che o questa gente accetta le NOSTRE leggi oppure che se ne tornino a casina loro.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">D’accordo. Però c’è un aspetto in tutta questa storia che mi fa riflettere e che voglio condividere.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Ascoltando un cinese intervistato da un giornalista, che sosteneva la tesi che i vigili ce l’hanno con loro, che sono bersaglio di multe e restrizioni, che sono discriminati in quanto cinesi, mentre a suo dire, agli italiani non viene contestato mai nulla e c’è una certa elasticità, mi è venuto in mente che se ci penso bene, queste stesse cose potrebbero essere dette anche da noi italiani per tantissimi altri casi, dove il razzismo e l’integrazione centrano ben poco.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Mi riferisco in particolare alla pratica molto italiana della pubblica amministrazione e della politica, di come si fanno rispettare le leggi, che sulla carta dovrebbe essere uguale per tutti, ma sappiamo bene che per qualcuno la legge è applicata in maniera puntuale, per altri invece la stessa legge viene “interpretata”, “elasticizzata” e resa indolore.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Avrei molti casi concreti da raccontare come chiunque abbia avuto a che fare con lo Stato, in materia di licenze, permessi, richiesta documenti, multe, denunce, ricorsi, ecc. ecc.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Quante volte ho visto negare autorizzazioni o quanto meno renderle difficoltose, solo perché non si era nella casta, nel partito, nella corrente di potere, insomma di quelli che contano? Purtroppo ne ho viste molte, per fortuna non tutte dirette ma ciò non alleggerisce il concetto.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Quanti sindaci, tecnici comunali, responsabili amministrativi, forze dell’ordine, che hanno come compito il controllo del territorio e  far si che la legge sia rispettata, troppo spesso usano un atteggiamento che io definirei mafioso, nel senso che se vogliono punire qualcuno, o semplicemente quel personaggio è antipatico, o si vuole ostacolare una qualsiasi cosa,  usano tutta una serie di tattiche, di trucchetti, di trappole, di minacce,  nascondendosi dietro la barriera delle leggi, che in Italia sono milioni, che nessuno conosce esattamente e che sono impossibili da rispettare nella loro totalità.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Invece se al contrario si vuole agevolare, velocizzare, far passar sotto banco, qualcosa ad un amico, lo stesso procedimento va liscio come l’olio, semplicemente perché quelle stesse leggi sono state diversamente interpretate, oppure e accade molto spesso, addirittura ignorate completamente.</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Esempi concreti: autorizzazioni commerciali, accertamenti fiscali, controlli sulla strada, concessioni edilizie, leggi ad personam, raccomandazioni, ecc. ecc.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Tu dirai: ma cosa centra questo con la rivolta dei cinesi? Io dico che centra perché se un gruppo di persone si sente discriminato e magari discriminato lo è davvero perché si rende conto che la legge è applicata puntualmente solo nei loro confronti, mentre per tutti gli altri si lascia perdere e vengono ignorate, beh allora io dico che hanno ragione ad incazzarsi (pur non condividendo i modi ovviamente).<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Intendiamoci, non voglio difendere troppo i cinesi che molto probabilmente sono a protestare non solo per una ingiustizia di trattamento da parte delle forze dell’ordine, bensì perché pretendono una zona franca al di fuori da ogni legge, che è ben diverso.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Ma se la rivolta dei cinesi è per andare contro il solito sistema di mafietta italiana, allora w la Cina! </span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Per fortuna c’è ancora qualcuno che alza la testa, peccato dico io, che siano i cinesi e non noi italiani a pretendere un cambiamento in questo paese , nel vero rispetto della legge che valga  per tutti però.<br />
</span></p>
<p class="MsoNormal"><span style="font-size: 10pt; font-family: Verdana">Ma una risposta al perché ciò non accade me la sono già data: forse la risposta è dentro al nostro dna, dove all’inciucio, alla raccomandazione, al trattamento “speciale”, a tutto questo forse davvero noi italiani non riusciamo o non vogliamo rinunciare.</span></p>
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		<title>Televota!Televota!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Apr 2007 08:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[No Comment]]></category>

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Purtroppo ci sono ricaduto: ieri sera ero sovrapensiero e non volendo mi sono messo davanti la tv, a vedere cosa c&#8217;era e ho realizzato che grazie al cielo abbiamo un nuovo strumento di democrazia: il televoto!
A quanto pare ormai non c&#8217;è più trasmissione senza televoto. Frasi tipo: &#8220;sarete VOI DA CASA A DECIDERE!&#8221; sono le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="Telecomando1.jpg" href="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/04/Telecomando1.jpg"><img id="image210" style="width: 165px; height: 118px" height="118" alt="Telecomando1.jpg" src="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/04/Telecomando1.jpg" width="165" /></a></p>
<p>Purtroppo ci sono ricaduto: ieri sera ero sovrapensiero e non volendo mi sono messo davanti la tv, a vedere cosa c&#8217;era e ho realizzato che grazie al cielo abbiamo un nuovo strumento di democrazia: il televoto!</p>
<p>A quanto pare ormai non c&#8217;è più trasmissione senza televoto. Frasi tipo: &#8220;sarete VOI DA CASA A DECIDERE!&#8221; sono le nuove supposte mediatiche per il popolo dei telecelebrolesi.</p>
<p>Mi chiedo: ma sono solo io che non riesco più a guardare per 5 minuti di fila questa roba, o davvero la tv è diventata peggio di una fogna a cielo aperto di Calcutta?</p>
<p>Tra l&#8217;altro il &#8220;voto&#8221; non è gratis, ma costa svariati centesimi + iva + asterisco, che per renderti conto esattamente, dovresti leggere a velocità supersonica con una lente di ingrandimento a portata di mano oppure avere un fermo immagine.</p>
<p>Quindi bisogna pagare per votare, capito, cioè non sono loro a pagare te che voti e soprattutto che guardi (almeno un piccolo rimborso per riuscire a sopportare reality e quiz vari super farciti di pubblicità e televendite, potrebbero pur dartelo!) invece no, devi pagare tu, pure con l&#8217;incognita dell&#8217;asterisco.</p>
<p>Sono sicuro che per le casse televisive questi televoti siano molto redditizi, altrimenti non mi spiego come mai chiedono di televotare per qualsiasi cosa, le più banali e assurde immaginabili.</p>
<p>Fra un pò mi aspetto un televoto anche durante un tg, dove il conduttore potrebbe dire:&#8221;Votate da casa per decidere se parleremo dell&#8217;ennesima strage famigliare o dell&#8217;incidente stradale avvenuto durante il rientro dalle vacanze&#8221;, e magari dopo le previsioni meteo stile Giuliacci Jr., (cioè con UN PO&#8217; di sole, UN PO&#8217; di nuvole, UN PO&#8217; di pioggia, così son tutti contenti) il presentatore riprende la parola pronunciando la fatidica frase: &#8220;STOP AL TELEVOTO!&#8221;.</p>
<p>Da parte mia posso solo dire che un televoto l&#8217;ho fatto: ho preso il telecomando e ho cercato bene un pulsantino rosso con scritto on/off e ho &#8220;televotato&#8221; molto forte, poi per essere sicuro ho staccato anche la presa, non si sa mai.</p>
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		<title>Mastella show: la prepotenza della politica.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Mar 2007 08:13:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Politica]]></category>

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		<description><![CDATA[Guarda e commenta da solo:
http://www.youtube.com/watch?v=lq4eIJgbRFY
http://www.youtube.com/watch?v=YoA6mc9vBv4
Ecco i commenti dal telegiornale del giorno dopo:
http://www.youtube.com/watch?v=J1SXeqPsVqc
Forse Mastella si trova più a suo agio in queste occasioni:
http://www.youtube.com/watch?v=-zu4iyuPvIY
No comment.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Guarda e commenta da solo:</p>
<p><video>http://www.youtube.com/watch?v=lq4eIJgbRFY</video></p>
<p><video>http://www.youtube.com/watch?v=YoA6mc9vBv4</video></p>
<p>Ecco i commenti dal telegiornale del giorno dopo:</p>
<p><video>http://www.youtube.com/watch?v=J1SXeqPsVqc</video></p>
<p>Forse Mastella si trova più a suo agio in queste occasioni:</p>
<p><video>http://www.youtube.com/watch?v=-zu4iyuPvIY</video></p>
<p>No comment.</p>
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		<title>Provincia di Pesaro ridotta a discarica d&#8217;Italia: ormai non c&#8217;è più limite.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Feb 2007 20:57:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
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Questa la notizia:
&#8220;Undici persone sono state arrestate dai carabinieri del Noe per un presunto maxitraffico illegale di rifiuti fra Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Umbria e Marche. Centotrentacinque gli indagati, 70 le aziende coinvolte, 56 i sequestri eseguiti finora. L&#8217;operazione e&#8217; stata coordinata dalla procura della Repubblica di Pesaro e diretta dai carabinieri del Nucleo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="rifiuti_tossici_1.jpg" href="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/02/rifiuti_tossici_1.jpg"><img id="image197" style="height: 118px" height="118" alt="rifiuti_tossici_1.jpg" src="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/02/rifiuti_tossici_1.jpg" width="119" /></a></p>
<p>Questa la notizia:</p>
<p>&#8220;Undici persone sono state arrestate dai carabinieri del Noe per un presunto maxitraffico illegale di rifiuti fra Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Umbria e Marche. Centotrentacinque gli indagati, 70 le aziende coinvolte, 56 i sequestri eseguiti finora. L&#8217;operazione e&#8217; stata coordinata dalla procura della Repubblica di Pesaro e diretta dai carabinieri del Nucleo per la tutela dell&#8217;ambiente di Ancona. Cinquantasei i sequestri eseguiti finora. Gli arrestati devono rispondere di associazione per delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti, truffa aggravata e abuso d&#8217;ufficio, falso. Sotto sequestro discariche pubbliche, cave, impianti industriali e decine di automezzi. Secondo l&#8217;accusa, l&#8217;organizzazione provvedeva a smaltire rifiuti speciali provenienti dal Nord Italia attraverso cave marchigiane o discariche pubbliche di rifiuti urbani. Almeno 40 mila tonnellate di rifiuti sarebbero state smaltite in questo modo, con un profitto illecito di circa 5 milioni di euro. Fra i complici dell&#8217;organizzazione c&#8217;erano gestori di impianti di recupero e trasportatori, che riuscivano a lucrare anche su una grossolana alterazione e falsificazione dei pesi del materiale da smaltire. Per quel che riguarda l&#8217;Umbria, i Carabinieri del Noe hanno sequestrato alcuni mezzi per il trasporto di rifiuti in un&#8217;azienda della zona di Todi. Secondo gli investigatori gli automezzi sarebbero stati utilizzati per trasportare illegalmente i rifiuti in discariche della provincia di Pesaro.&#8221;</p>
<p>Solo un commento: aspetto per ora di conoscere come sono andate le cose e quindi occorrerà attendere la fine delle indagini e i processi, ma se le accuse fossero confermate, mi auguro che la condana per tutti gli eventuali responsabili,  fosse un soggiorno obbligato nelle loro discariche &#8220;all inclusive&#8221; (compreso di bevande, ossia della loro acqua contaminata) giusto per vedere gli effetti. Chi sistemerà le cose adesso, quali saranno i danni ambientali, fisici, biologici, sul terreno, sulle falde acquifere e sulle persone?</p>
<p>E pensare che il nostro territorio, la nostra valle è una delle più belle d&#8217;Italia e forse del mondo&#8230;roba da matti, dopo l&#8217;inceneritore di Schieppe ci mancava questa!</p>
<p>Ma ci avete preso per la discarica d&#8217;Italia? Ho seriamente paura di cosa ci riserverà il futuro, se andiamo avanti così&#8230;</p>
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		<title>Attenzione al cappio!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Feb 2007 14:21:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Mirco Conti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Home]]></category>
		<category><![CDATA[No Comment]]></category>
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		<description><![CDATA[
Il post per ribadire un forte segnale di attenzione alle trappole finanziarie di questi strozzini che approfittano della smania al consumo per mettere un cappio al collo a chiunque glielo permetta, anche involontariamente.
http://www.youtube.com/watch?v=XLacuqgI9Ho
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a class="imagelink" title="cappio4.jpg" href="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/02/cappio4.jpg"><img id="image195" style="height: 124px" height="124" alt="cappio4.jpg" src="http://www.mircoconti.com/wp-content/uploads/2007/02/cappio4.jpg" width="105" /></a></p>
<p>Il post per ribadire un forte segnale di attenzione alle trappole finanziarie di questi strozzini che approfittano della smania al consumo per mettere un cappio al collo a chiunque glielo permetta, anche involontariamente.</p>
<p><video>http://www.youtube.com/watch?v=XLacuqgI9Ho</video></p>
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