W la Cina.

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Anche io ho visto la sommossa dei cinesi della chinatown milanese contro i vigili urbani e devo dire che non è stato un bel vedere. Non si può picchiare un agente che fa il suo dovere per non parlare di quelle bandiere, che a casa nostra proprio non si possono accettare.

Ho ascoltato e letto i commenti da parte di bloggers e media tradizionali, generalmente tutti molto allineati nel dire che o questa gente accetta le NOSTRE leggi oppure che se ne tornino a casina loro.

D’accordo. Però c’è un aspetto in tutta questa storia che mi fa riflettere e che voglio condividere.

Ascoltando un cinese intervistato da un giornalista, che sosteneva la tesi che i vigili ce l’hanno con loro, che sono bersaglio di multe e restrizioni, che sono discriminati in quanto cinesi, mentre a suo dire, agli italiani non viene contestato mai nulla e c’è una certa elasticità, mi è venuto in mente che se ci penso bene, queste stesse cose potrebbero essere dette anche da noi italiani per tantissimi altri casi, dove il razzismo e l’integrazione centrano ben poco.

Mi riferisco in particolare alla pratica molto italiana della pubblica amministrazione e della politica, di come si fanno rispettare le leggi, che sulla carta dovrebbe essere uguale per tutti, ma sappiamo bene che per qualcuno la legge è applicata in maniera puntuale, per altri invece la stessa legge viene “interpretata”, “elasticizzata” e resa indolore.

Avrei molti casi concreti da raccontare come chiunque abbia avuto a che fare con lo Stato, in materia di licenze, permessi, richiesta documenti, multe, denunce, ricorsi, ecc. ecc.

Quante volte ho visto negare autorizzazioni o quanto meno renderle difficoltose, solo perché non si era nella casta, nel partito, nella corrente di potere, insomma di quelli che contano? Purtroppo ne ho viste molte, per fortuna non tutte dirette ma ciò non alleggerisce il concetto.

Quanti sindaci, tecnici comunali, responsabili amministrativi, forze dell’ordine, che hanno come compito il controllo del territorio e  far si che la legge sia rispettata, troppo spesso usano un atteggiamento che io definirei mafioso, nel senso che se vogliono punire qualcuno, o semplicemente quel personaggio è antipatico, o si vuole ostacolare una qualsiasi cosa,  usano tutta una serie di tattiche, di trucchetti, di trappole, di minacce,  nascondendosi dietro la barriera delle leggi, che in Italia sono milioni, che nessuno conosce esattamente e che sono impossibili da rispettare nella loro totalità.

Invece se al contrario si vuole agevolare, velocizzare, far passar sotto banco, qualcosa ad un amico, lo stesso procedimento va liscio come l’olio, semplicemente perché quelle stesse leggi sono state diversamente interpretate, oppure e accade molto spesso, addirittura ignorate completamente.

Esempi concreti: autorizzazioni commerciali, accertamenti fiscali, controlli sulla strada, concessioni edilizie, leggi ad personam, raccomandazioni, ecc. ecc.

Tu dirai: ma cosa centra questo con la rivolta dei cinesi? Io dico che centra perché se un gruppo di persone si sente discriminato e magari discriminato lo è davvero perché si rende conto che la legge è applicata puntualmente solo nei loro confronti, mentre per tutti gli altri si lascia perdere e vengono ignorate, beh allora io dico che hanno ragione ad incazzarsi (pur non condividendo i modi ovviamente).

Intendiamoci, non voglio difendere troppo i cinesi che molto probabilmente sono a protestare non solo per una ingiustizia di trattamento da parte delle forze dell’ordine, bensì perché pretendono una zona franca al di fuori da ogni legge, che è ben diverso.

Ma se la rivolta dei cinesi è per andare contro il solito sistema di mafietta italiana, allora w la Cina!

Per fortuna c’è ancora qualcuno che alza la testa, peccato dico io, che siano i cinesi e non noi italiani a pretendere un cambiamento in questo paese , nel vero rispetto della legge che valga  per tutti però.

Ma una risposta al perché ciò non accade me la sono già data: forse la risposta è dentro al nostro dna, dove all’inciucio, alla raccomandazione, al trattamento “speciale”, a tutto questo forse davvero noi italiani non riusciamo o non vogliamo rinunciare.

3 Responses to “W la Cina.”

  1. Greenhouse Says:

    Ciao Mirco,

    la prerogativa è: la legge non è uguale per tutti!!!
    Insomma, io sono fra quelli che benedicono i vigili quando fanno il loro dovere, multando e reprimendo l’automobilista indisciplinato, dato che sono un ciclista ti assicuro che i nervi arrivano a fior di pelle quando una macchina è posteggiata in pista ciclabile (Pesaro la conosci, non ti dico altro…).
    CIò nonostante, il grosso di questi indisciplinati sono dei tizi superfighi con il cayenne e cellulare bene in mostra e questi tizi stanno sempre lì, mentre un ciclista non può fare un’infrazione che rischia di essere multato.
    Ora, questa cosa dei cinesi di sentirsi perseguitati….beh, se infrangono il codice della strada ben gli sta, ma che lo facciano con tutti, che a Milano facciano la multa anche a Formigoni e alla Moratti se fanno a 150 in area pedonale.
    In Italia siamo e dobbiamo essere ospitali perchè siamo un popolo di migranti, siamo praticamente dappertutto, ma è giusto che anche gli stranieri rispettino le nostre leggi e le nostre regole, così come è giusto che le forze dell’ordine applichino la legge a ricchi e poveri, italiani e stranieri, belli e brutti.
    Ciao Mirco e a presto.

  2. filo Says:

    Ciao Billo,
    hai perfettamente ragione nel tuo commento ma il problema penso sia ancora più profondo.
    Credo sia proprio insito nella natura dell’italiano.
    Io lo chiamo “il ballo della scopa”!!!! Ossia quell’atteggiamento di menefreghismo e del “finchè non capita a me”!!!!!
    Noi italiani siam portati a pensare che tutto è lecito purchè non capiti a noi! Esempio l’autovelox: sfido greenhouse a elogiare l’operato dei vigili se lo fermassero in auto ai 57 lungo la Montelabbatese e gli contestassero una infrazione!!!
    Anche ovvio che le leggi italiane spesso come dici tu sono interpretabili (ti ricordi come definiva la legge il Dottor Gandellini???)
    Ti faccio un esempio pratico sul codice della strada:
    Sai che se la tua auto viene pizzicata in sosta in area Ztl senza permesso ti viene comminata infrazione anche per transito in zona vietata??
    Ebbene si. Ti becchi due infrazioni.
    E vuoi sapere la spiegazione?
    La parte attuativa del codice della strada dice che la sosta è una parte “passiva” della circolazione, ossia dicono che se la macchina è in sosta vietata da qualche parte deve aver pure circolato per arrivarci!
    Questo lascia presagire tanti commenti: io la mia auto me la sarei pur potuta portare in spalla oppure con la mia macchina del tempo l’avrei potuta materializzare li!!
    Vedi quanto son stupide le leggi italiane?!??!?
    Gli scorsi giorni parlavo proprio di questo con un amico vicile che sosteneva la bontà di questo articolo del Cds e domandavo a lui:
    “ma se la sosta è una parte passiva della circolazione, io durante la sosta devo avere gli stessi accorgimenti di quando circolo!?!?”
    ossia:
    devo tenere ben allacciate le cinture,
    mantenere fari accesi
    mani sul volante
    non posso telefonare
    ecc
    ecc
    ecc

    Billo non centra una sopracitata minkia con i cinesi ma era solo per farti un saluto e augurarti buon 25 aprile.
    ciaussss

  3. Greenhouse Says:

    Un po’ difficile fermarmi a 57 sulla montellabatese perchè ho da tempo rinunciato alla macchina per non inquinare, quindi, se mi trovo su quella strada, vuol dire che sono in autobus :)

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